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LAPO ELKANN INTERVISTATO DA TUTTOSPORT

LAPO CHIELLINIJuve, che spettacolo lo scudetto dei tifosi . Non ci hanno ditrutti e ora siamo ancora più forti. Domenica bisogna vincere anche la coppa
Campioni d’Italia, con orgoglio, trasporto, soddisfazione. Dal primo all’ultimo dei tifosi juventini, tutti a godersi lo scudetto della rinascita, quello che fa sobbalzare di più, che resterà impresso nella memoria per anni, che non ha eguali per emozioni regalate.

Lapo Elkann non sfugge alla regola: travolto da questo incredibile delirio bianconero?
«Impossibile non festeggiare, al termine di una giornata memorabile, bellissima, che ci ha sommersi. Quella marea di gente in piazza, a Torino, e non solo: è la foto del successo ritrovato».

Il successo di chi, in particolare?
«Il successo di tutti, dal presidente all’ultimo dei magazzinieri, dall’amministratore delegato all’ultimo dei fan. Il comun denominatore è stato non mollare mai, in particolare nei momenti difficili. Ora c’è la giusta ricompensa».

Un giocatore, un nome, un’icona di questa Juventus.
«Alessandro Del Piero. Fino alla fine ha dimostrato di essere un grandissimo capitano. Ci ha regalato sogni in serie, delizie pallonare per diciannove anni. Lui è il calcio in Italia e nel mondo: ha tenuto alto il nostro Paese con le sue qualità e il suo modo di essere».

Lapo bambino aveva degli idoli?
«Dai 6 agli 11 anni ho vissuto in Brasile: stravedevo per Ayrton Senna, unico, inarrivabile. E per quanto riguarda il calcio, la mia squadra era il Fluminense, perché aveva il tricolore quasi italiano. Non come il Flamengo, che era rossonero e ricordava il Milan... Andavo a vedere il derby Flu-Fla al Maracanà. La Juve, per ovvi motivi, è sempre stata nel mio cuore».

Una Juve storicamente vincente, fino al 2006, anno dei processi e della retrocessione.
«Allora, il giorno della terribile sentenza, mi tatuai lo stemma del club sull’avambraccio destro, simbolo indelebile. Io come i milioni di supporter: insieme alla vecchia Signora nei momenti belli e in quelli complessi».

C’è poi un’altra fase: ciò che non ti distrugge ti fortifica.
«Vale a livello personale, vale anche per il club. Battaglia dopo battaglia...».

Cosa le piace della squadra di Antonio Conte?
«Il gioco: diamo spettacolo, coinvolgiamo. E poi il gruppo: venti giocatori a segno, tutti per uno, uno per tutti. Basta pensare a Barzagli chiamato dallo Stadium per il rigore. Ognuno dà più del cento per cento, lascia l’anima in campo. Vale per l’aspetto agonistico, vale per quello aziendale. Mio cugino Andrea (Agnelli, ndr) e i sui collaboratori, da Beppe Marotta in giù, fino ad Antonio Conte, stanno portando avanti un lavoro fantastico, straordinario, a largo raggio».

Mai sazi: è questo il motto?
«Sì, speriamo di festeggiare anche domenica dopo la sfida col Napoli: vogliamo il double , vogliamo la Coppa Italia».

La Juventus è della Famiglia, è della sua gente.
«La Juventus è di tutti: erano in piazza a Torino, in Italia, nel mondo. L’amore per ciò che rappresenta è senza confini. In campo e fuori, la gente della Juve mai ha smesso di credere nella Juve, nella sua energia, in ciò che rappresenta nel presente e che rappresenterà nel futuro, come organizzazione e ambizione, nei valori, nella sua storia, nel passato».

Stadium in delirio con i bambini protagonisti, finalmente.
«E’ un esempio, è il messaggio positivo del calcio bianconero che va oltre le barriere, il messaggio che lo sport deve propagandare. I più piccoli, i disabili, chi ha di meno e merita di più: bisogna sempre migliorare da questo punto di vista».

Lapo e suo fratello John (l’azionista di riferimento,
ndr ), festa sul prato, con gli eredi: cose mai viste.
«Ma guardate che John è sempre stato un grande tifoso, ha sempre amato la Juve. Poi, ognuno esterna a suo modo. Io sono estroverso, John è differente, così mia sorella Ginevra, mio cugino Andrea, le mie zie Allegra e Maria Sole. Eravamo in tribuna, contagiati dall’emozione. Ho anche visto la mamma di Del Piero piangere quando Alex ha alzato la coppa».

I protagonisti passano, la Juventus rimane.
«E continuerà a scrivere pagine bellissime di storia».




, Martedì, 15 Mag 2012 11:59,Vistato: 517 volte, Commenti(0)
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